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La grande illusione

Un’illusione pericolosa: credere che il terrorismo islamista possa essere sconfitto con canzoni e slogan di pace e amore

manchester

guidosilicanidi Guido Silicani

Ieri sera si è svolto il concerto #OneLoveManchester organizzato dalla cantante Ariana Grande contro la “paura” e il “terrorismo” che in queste ultime settimane e giorni ha paralizzato il Regno Unito. Senza dubbio è stata una bella iniziativa. (altro…)

I No Tap non hanno capito un tubo

A Melendugno gli ambientalisti bloccano i lavori (usando perfino dei bambini innocenti) del gasdotto che porterà in Italia il gas naturale azero. Protestano contro un tubo ma non hanno capito un tubo…

guidosilicanidi Guido Silicani (@guidosilicani)

Il Tap (Trans-Adriatic Pipeline) è il nome del progetto di costruzione di un gasdotto che dalla Grecia raggiungerà l’Italia, passando attraverso l’Albania: in breve è un tubo che porterà gas naturale dall’Azerbaigian (attaccandosi al South Caucasus Pipeline, che attraversa il Mar Caspio sino a Baku) in Italia e in Europa. (altro…)

Il vero liberale

guido2di Guido Silicani

In Italia abbiamo un grosso problema: non conosciamo, in parte non vogliamo conoscere, il significato della parola liberale. Negli ultimi anni infatti la quasi totalità dei politici nostrani e stranieri è stata collocata, da giornali e media, sotto tale categoria. Il primo a dar vita a questa pantomima fu Silvio Berlusconi, tanto liberale e liberista a parole, un po’ meno nei fatti. Ultimamente invece abbiamo cominciato ad affibbiare tale titolo un po’ a destra e a manca, nel vero senso della parola. E quindi Renzi è diventato liberale (secondo taluni perfino di destra!), Obama? liberale, addirittura Justin Trudeau, il premier canadese grande estimatore di Fidel Castro, è stato annoverato nell’immacolata schiera dei liberali mondiali. Insomma sono tutti liberali, ma di veri liberali se ne vedono purtroppo pochi.

Questa svalutazione del vocabolo liberale nasce, tra le altre cose, per due motivi. Il primo è la (quasi) totale mancanza di una cultura liberale italiana: nel nostro Paese il liberalismo è da sempre poco diffuso, se ne parla solo in certe nicchie, se ne può apprendere i principi solo tramite alcuni rari samizdat (e per questo bisogna ringraziare Rubbettino e liberilibri, che hanno salvato dall’oblio intellettuale numerosi capolavori), di conseguenza chi recrimina i diritti individuali contro il Dio-Stato, che in Italia è un’entità suprema e inattaccabile, viene considerato dall’opinione pubblica nel migliore dei casi un paria, nel peggiore un fascista, che chiaramente non c’entra niente.

Il secondo motivo è la sbagliata traduzione del termine inglese liberal: con tale termine, diffusosi negli Stati Uniti e in Gran Bretagna negli anni ’30, si indica coloro che vogliono una maggiore assistenza sociale e che credono che lo Stato debba adoperarsi per una massiccia redistribuzione dei redditi. La parola liberal si traduce in italiano con socialista (non quindi liberale!) e non ha niente a che vedere con il vocabolo liberale, che si riferisce alla dottrina politica del liberalismo classico. Il vero liberale è quindi colui che antepone al benessere collettivo il benessere individuale, che vuole che lo Stato se ne stia il più possibile alla larga dai propri affari e che quindi deve necessariamente essere liberista in campo economico, come sosteneva Luigi Einaudi.

L’Italia e l’Unione Europea per risollevarsi avrebbero bisogno del ritorno dei liberali veri, non dei liberal impostori. Il dramma è che molti neppure conoscono la differenza tra il liberale e il liberal.

luigi einaudi.jpgLuigi Einaudi, secondo Presidente della Repubblica

Studenti protestano per i tornelli. Biblioteca messa a soqquadro e danno pure la colpa alla polizia. Fenomeni

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di Guido Silicani

E’ surreale ciò che è successo in questi giorni a Bologna: l’Università del capoluogo emiliano aveva deciso di mettere dei tornelli per ragioni di sicurezza all’entrata della biblioteca di Lettere. Ma alcuni studenti – i cosiddetti “collettivi“- non ci stanno e decidono di inscenare delle grandi proteste poichè “la sicurezza non c’entra niente, la biblioteca deve essere un posto aperto e libero“.

bologna

Tant’è che mercoledì i nostri eroi rivoluzionari sono riusciti a distruggere una vetrata e a divellere i maledetti tornelli. Il giorno successivo, giovedì, gli studenti hanno trovato la porta della biblioteca chiusa. Ma i paladini della libertà contro i tornelli oppressori non si arrendono e decidono di occupare la biblioteca. L’Ateneo allora chiama la polizia e fa sgomberare i manifestanti. Fine della storia. E il risultato di questa protesta qual è? La biblioteca ha subito ingenti danni a causa degli scontri con i poliziotti. E adesso i ragazzi dei collettivi universitari danno pure la colpa agli agenti antisommossa. Hanno occupato abusivamente un luogo pubblico per futili motivi (l’unico motivo è la voglia di fare del gran casino), cosa credevano sarebbe successo?

E a rimetterci saranno, come sempre, tutti quegli studenti che hanno voglia di lavorare sodo, tutto ciò grazie a questi bighelloni che si inventano proteste prive di senso. Sempre in nome della libertà, sia chiaro.