Il caso Facci e l’importanza di difendere la libertà di stampa

filippo facci

Filippo Facci sospeso dall’Ordine dei giornalisti per aver offeso l’Islam: attacco alla libertà di stampa, principio non negoziabile

Filippo Facci, giornalista di Libero, è stato sospeso per due mesi, dalla professione e dallo stipendio, dall’Ordine dei giornalisti per aver scritto nel luglio dello scorso anno – nei giorni successivi alla strage di Nizza – un articolo dall’eloquente titolo “Perché l’Islam mi sta sul gozzo“.

Nell’articolo Facci criticava fortemente il mondo musulmano e rivendicava con toni tanto spinti quanto provocatori il diritto di odiare l’Islam. Ma non è nostra intenzione discettare qui del contenuto di tale articolo, piuttosto è fondamentale discutere della sanzione nella quale è incappato il malcapitato giornalista. Facci aveva espresso un’opinione – condivisibile o meno – ed un organo centrale ha deciso di sospenderlo dal proprio impiego.

La libertà di  stampa, negata a Facci, deve essere un valore non negoziabile della nostra società: dovrebbe essere il libero mercato, che è un meccanismo anonimo (scevro da indirizzamenti politici esterni) con una propria “giustizia procedurale” a stabilire quali opinioni debbano essere stampate sulle pagine dei nostri quotidiani e quali no, quali giornalisti meritino di guadagnare e quali no; dovrebbero essere i lettori – ossia i consumatori dei giornali -, non dei burocrati, a promuovere o bocciare un giornalista tramite i propri acquisti in edicola.

Ant

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