I No Tap non hanno capito un tubo

A Melendugno gli ambientalisti bloccano i lavori (usando perfino dei bambini innocenti) del gasdotto che porterà in Italia il gas naturale azero. Protestano contro un tubo ma non hanno capito un tubo…

guidosilicanidi Guido Silicani (@guidosilicani)

Il Tap (Trans-Adriatic Pipeline) è il nome del progetto di costruzione di un gasdotto che dalla Grecia raggiungerà l’Italia, passando attraverso l’Albania: in breve è un tubo che porterà gas naturale dall’Azerbaigian (attaccandosi al South Caucasus Pipeline, che attraversa il Mar Caspio sino a Baku) in Italia e in Europa. Tale tubo dovrebbe sfociare a San Foca di Melendugno, in provincia di Lecce, dopo aver percorso 104 km sotto il mar Adriatico (in tutto il Tap è lungo circa 870 km). Ma c’è un problema: proprio in questo paese salentino, dove approda il Tap, dovranno essere sradicati 211 ulivi per far posto al microtunnel. Tuttavia, dettaglio importante in tutta la vicenda, tali ulivi verranno in seguito ripiantati nel medesimo lembo di terra. Gli ambientalisti nostrani, però, a tale abominio non ci stanno e decidono, con l’appoggio di vari sindaci locali e politici nazionali a caccia di voti, di bloccare il cantiere dello sfortunato Tap, organizzando grandi manifestazioni e proteste. Questo tubo non s’ha da fare. E, naturalmente, nasce subito un movimento per l’occorrenza: No Tap. E’ più di una settimana che le proteste vanno avanti: i lavori del cantiere sono stati interrotti a causa del muro umano formato dai manifestanti e, per il momento, sono fermi. Da segnalare il fatto che gli attivisti, per fare scudo contro la polizia che circondava il cantiere, hanno perfino utilizzato dei bambini (i quali, per la loro tenera età, non possono di certo avere alcuna opinione propria sul Tap!): una scena vergognosa.

Bisogna chiarire, a scanso di equivoci, che i permessi per la costruzioni di tale gasdotto sono tutti in regola e il Governo ha confermato che questo tubo non genera alcun danno ambientale. Non solo: la Regione fece ricorso al Consiglio di Stato e venne respinto, confermando la versione delle autorità statali. Non si capisce quindi cosa abbiano da protestare gli ambientalisti, sembra una protesta ideologica, non basata su evidenze scientifiche. Inoltre il Tap produrrebbe dei buoni vantaggi economici: l’aumento del mercato del gas e della concorrenza farebbe diminuire i prezzi e la Puglia ci guadagnerebbe anche dal punto di vista occupazionale.

Insomma, questi manifestanti dicono di voler difendere il proprio territorio ma i dati ci dicono che in questo modo lo danneggiano. Sono masochisti? E’ difficile dirlo. Un attivista ha dichiarato: “Questa disobbedienza è democrazia”. Forse, semplicemente, non ci hanno capito un tubo: sarebbe il colmo.

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