Studenti protestano per i tornelli. Biblioteca messa a soqquadro e danno pure la colpa alla polizia. Fenomeni

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di Guido Silicani

E’ surreale ciò che è successo in questi giorni a Bologna: l’Università del capoluogo emiliano aveva deciso di mettere dei tornelli per ragioni di sicurezza all’entrata della biblioteca di Lettere. Ma alcuni studenti – i cosiddetti “collettivi“- non ci stanno e decidono di inscenare delle grandi proteste poichè “la sicurezza non c’entra niente, la biblioteca deve essere un posto aperto e libero“.

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Tant’è che mercoledì i nostri eroi rivoluzionari sono riusciti a distruggere una vetrata e a divellere i maledetti tornelli. Il giorno successivo, giovedì, gli studenti hanno trovato la porta della biblioteca chiusa. Ma i paladini della libertà contro i tornelli oppressori non si arrendono e decidono di occupare la biblioteca. L’Ateneo allora chiama la polizia e fa sgomberare i manifestanti. Fine della storia. E il risultato di questa protesta qual è? La biblioteca ha subito ingenti danni a causa degli scontri con i poliziotti. E adesso i ragazzi dei collettivi universitari danno pure la colpa agli agenti antisommossa. Hanno occupato abusivamente un luogo pubblico per futili motivi (l’unico motivo è la voglia di fare del gran casino), cosa credevano sarebbe successo?

E a rimetterci saranno, come sempre, tutti quegli studenti che hanno voglia di lavorare sodo, tutto ciò grazie a questi bighelloni che si inventano proteste prive di senso. Sempre in nome della libertà, sia chiaro.

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