Trump purtroppo non è Reagan. Ma l’isteria collettiva è la stessa

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di Guido Silicani

Avvertenza: Non siamo grandi esperti di politica americana e non è nel nostro intento insegnare alcunché ai cittadini statunitensi, come invece vogliono fare molti commentatori italiani.

In questi ultimi tempi la politica italiana è di una noia mortale. Basti pensare che la notizia più importante è che Matteo Renzi è divenuto un blogger (speriamo un giorno possa scrivere anche per Ributtante!). In compenso però quella estera regala grandi soddisfazioni: infatti c’è il nuovo Presidente Trump che ogni giorno firma ordini esecutivi, fa caciara con tutti su tutto e ci dà materiale su cui scrivere.

Donald Trump

Ogniqualvolta The Donald rilascia una dichiarazione o annuncia un progetto governativo allora scoppia il finimondo: su tutti i giornali, su tutti i social network piovono rimostranze e critiche, talvolta giuste. Ma ciò che ha provocato una vera e propria isteria collettiva è stato qualche giorno fa il cosiddetto Muslim Ban: ovvero il divieto di accesso temporaneo (durerà tre mesi) negli Stati Uniti per coloro che provengono da sette paesi a maggioranza musulmana: Siria, Iran, Iraq, Yemen, Sudan, Libia e Somalia. Non sappiamo se questa misura sia utile oppure no, di sicuro ha creato innumerevoli disagi a molte persone. Tuttavia Trump sta facendo ciò che aveva sempre promesso in campagna elettorale: tutti coloro che lo hanno votato sapevano che avrebbe ristretto molto le regole sull’immigrazione. Ed è quindi normale che Trump faccia ciò che crede, purché rispetti la Costituzione (bisognerà vedere infatti se il Muslim ban rispetta i dettami della Carta).

Ma l’aspetto che vogliamo sottolineare è che questo clima d’odio e di barricate è davvero ridicolo, oltre che controproducente. Molte critiche a Trump sono assai fondate, e le sottoscriviamo, ma non possiamo sopportare le teorie catastrofiste e i paragoni con Hitler o Mussolini: l’opposizione cieca e assoluta non porta a niente. L’intellighenzia liberal e i giornaloni (specialmente quelli italiani) dovrebbero accettare che Trump è un presidente eletto democraticamente: la cosa può rallegrare o far dispiacere, ma è un fatto. Solo mediante tale presa di coscienza potrà essere fatta un’opposizione costruttiva.

Alcuni opinionisti e seguaci di Trump sostengono che il tycoon sia il nuovo Ronald Reagan. Secondo noi questo paragone ha poco senso: sono passati tanti anni e il mondo è cambiato parecchio. Ci sono inoltre molte differenze tra i due: la più eclatante è che Reagan difendeva a spada tratta il libero commercio mentre Trump ha intenzione di attuare politiche economiche protezioniste.

Ma vi è una cosa che unisce i due: le aspre critiche con cui sono stati accolti alla Casa Bianca. Infatti quando Reagan venne eletto, nel 1980, veniva considerato dall’opinione pubblica mondiale come un gaffeur, un attore sfigato di serie b, un personaggio incapace e inadatto a governare che, una volta in possesso dei codici nucleari, avrebbe certamente scatenato la Terza Guerra Mondiale. Furono fatte contro di lui marce, manifestazioni e girotondi in tutto il mondo. Eppure il pianeta Terra è sopravvissuto e Reagan ha cambiato il corso della storia (in meglio, secondo noi). Sopravviveremo dunque anche all’amministrazione Trump? Speriamo di sì.

lunita

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