I ricordi tra presente, passato e futuro: la loro importanza per la nostra vita

alessio-bartedi Alessio Bartelloni

Se parliamo di “umano”, non possiamo fare a meno di parlare di ricordi. I ricordi infatti sono ciò a cui nessun uomo rinuncerebbe, in quanto perfettamente conscio che la sua vita stessa può acquistare un significato proprio sulla base della sua memoria e dei suoi ricordi. E fino a qui è difficile sbagliare. Ma ciò che trae in inganno le persone è l’apparente anteriorità dei ricordi rispetto allo stato presente: del resto tutti sono portati a credere che per parlare di ricordi bisogna fare riferimento al passato, che nel ricordo si rievochi per l’appunto un qualcosa accaduto nel passato. Ma ciò è vero in parte: l’anteriorità è solo apparente in quanto il passato interagisce con il presente stesso e non si deve pensare a compartimenti stagni. L’assoluta divisione in presente, passato e futuro, tanto cara alle nostre categorie mentali, è in realtà una pura banalizzazione dovuta in gran parte a un’ingenua e tuttavia imperante concezione di tempo oggettivo che la fisica e la filosofia hanno cercato di smontare, la prima in tempi relativamente recenti con Einstein e la seconda nel corso dei secoli in maniera non del tutto sistematica. Eppure tra Sant’Agostino ed Heidegger c’è del terreno comune: entrambi avevano una concezione di tempo soggettivo. Per il santo d’Ippona infatti, lo scorrere del tempo non ha valore oggettivo, ma risiede soltanto nella mente umana che lo contempla, al punto di parlare di tempo come distensio animi, ovvero “distensione dell’anima”, proprio perché una cosa passata è tale solo nel nostro spirito. Ma Heidegger va oltre e arriva a dire, nel suo Essere e tempo (1927), che l’esserci (ovvero, per semplificare, ciò che è l’uomo) è interamente temporale, è tempo per la stessa struttura di essere, proprio perché il progetto che riguarda il futuro è già presente come il nostro passato è causa del nostro presente e queste tre dimensioni temporali sono la natura stessa dell’essere. Tutto questo per ribadire quanto è sbagliato pensare a divisioni nette tra passato, presente e futuro.

ricordi

Ma per ritornare al nostro tema dei ricordi, dovrebbe risultare chiaro adesso il non senso di attribuirli interamente al passato. A noi piacciono i ricordi perché noi siamo ricordi, noi resteremo ricordi, siamo passato nel presente e presente nel passato e tutto ciò in vista del futuro perché è nostro compito poi capire quali tra questi ricordi ci possono far vivere un futuro migliore.

Se è vero però che ogni persona ha dei propri ricordi, è anche vero che la società, la cultura, l’organizzazione in cui ogni uomo vive, ha una memoria, comunemente definita appunto memoria storica e che io preferisco chiamarla ricordi sociali. Due giorni fa, il 27 gennaio, si è celebrato il Giorno della Memoria per ricordare le vittime della Shoah, oltre che degli orrori nazi-fascisti. Io annovero questo tra i ricordi sociali più significativi dell’Occidente e del mondo tutto, un esempio di come possano esistere ricordi terribili e al tempo stesso in grado di poterci far vivere un futuro migliore. E questo ricordo infatti, al pari di tutti gli altri, che vive in un eterno presente, dopo essere partito dal passato, si rivolge infine al futuro. Ma è solo nostra la responsabilità di come questo passato possa modificare poi il nostro futuro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...