I Radicali Italiani propongono una cosa seria. Ovviamente non sarà neanche presa in considerazione…

guido2di Guido Silicani

Ha totalmente ragione monsignor Galantino: l’Italia «non è un paese normale». E’ impossibile contraddire il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana: un paese in cui la politica abdica al proprio ruolo e si consegna, aspettando oltre un mese, nelle braccia della Corte Costituzionale ha certamente qualcosa che non va. Ci pare scellerato che sia un organo giurisdizionale a fare la legge elettorale al posto del Parlamento. E’ chiaro che la Consulta debba vigilare sulle leggi prodotti ma oramai detta i ritmi e i tempi dell’attività legislativa. E se ciò avviene è colpa della politica. Ad ogni modo l’Italicum è stato smontato dalla suddetta corte: è stato bocciato il ballottaggio e la disposizione che consentiva ai capolista eletti in più collegi di poter scegliere, a proprio piacimento, quello d’elezione. Non è stato cassato invece il premio di maggioranza (fissato al 40%), ma nessuno riuscirà a raggiungerlo.

Adesso si aprirà il dibattito parlamentare, infatti le due leggi elettorali (una per la Camera e una per il Senato) non sono uguali. Però hanno la stessa identica madre: La Consulta, ovviamente. Non sappiamo quindi in che maniera andremo a votare. Di sicuro se utilizzeremo queste due leggi andremo incontro a delle alleanze contro natura.

montec

Radicali Italiani hanno una bella soluzione per la legge elettorale: propongono il sistema maggioritario dei collegi uninominali. Tale sistema prevede una suddivisione territoriale in collegi (tanti quanto il numero dei seggi) e l’elezione di un solo candidato, quello che ottiene la maggioranza relativa, per collegio. Un sistema semplice che rimetterebbe al centro delle elezioni l’individuo: verrebbe rafforzato il rapporto, fondamentale in una democrazia, tra elettore e candidato. E consentirebbe inoltre un governo con una salda maggioranza.

Ma, attenzione, questo sistema nasconde una «pecca». Infatti verrebbe meno lo strapotere dei partiti italiani: anche un candidato indipendente (senza alcuna tessera di partito in tasca!) potrebbe vincere e guadagnarsi un seggio in Parlamento. Ed è per questo che siamo sicuri che i Radicali non verranno nemmeno presi in considerazione, oppure saranno trattati come pazzi. Come sempre.

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