L’olio di palma fa bene

guido2di Guido Silicani

Da un po’ di tempo a questa parte vi è una minaccia mondiale che grava su tutta l’umanità: l’olio di palma, un grasso vegetale molto utilizzato in vari prodotti da forno, creme e dolci. Le aziende di prodotti dolciari hanno quindi intrapreso una gara penosa a chi scrive sulle confezioni dei propri prodotti «Senza olio di palma» nella maniera più leggibile e con i caratteri più voluminosi. E per tale motivo io ho cominciato a comprare esclusivamente prodotti che dichiarano in maniera inequivocabile, nelle loro etichette, di contenere quest’olio maledetto.

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Una tra le pochissime aziende che ha deciso di schierarsi coraggiosamente contro questo coro conformista è stata la Ferrero: l’azienda che produce la Nutella non solo ha rivendicato l’utilizzo dell’olio di palma ma ha dato vita ad una vera e propria campagna di sensibilizzazione sulla questione per sbugiardare le tesi catastrofiste.

Vi sono due categorie (talvolta coincidenti) di oliodipalmafobici: i primi sono quelli convinti che l’olio di palma sia assai nocivo per l’essere umano e che sia la causa di innumerevoli malattie. Quando si parla di cose scientifiche occorre (se non si è esperti, e non è certamente questo il nostro caso) affidarsi a chi ne sa di più: ovvero agli scienziati. Secondo l’Istituto di Ricerche “Mario Negri” non vi è alcuna “prova scientifica della negatività dell’olio di palma a livello nutrizionale”. Ovvero: può essere dannoso se assunto in quantità eccessive ma non fa più male di altri grassi come il burro.

Vi sono poi coloro che sono contrari all’utilizzo di questo grasso vegetale poichè pensano che la coltivazione di suddetto olio sia un peso per l’ambiente e per gli animali: sostengono che non sia ecosostenibile e che arrechi un danno esiziale alla natura. Ecco, costoro meritano senza dubbio una considerazione più alta rispetto ai primi. Tuttavia la già citata Ferrero ha dimostrato che è possibile coltivare olio di palma senza danneggiare l’ambiente, e lo ha fatto così bene a tal punto da ricevere le lodi di Greenpeace. Non vi è quindi nessuna ragione per demonizzarlo a priori.

Possiamo quindi affermare che l’olio di palma e i prodotti che lo contengono fanno bene, nel senso che creano benefici all’uomo, allo stesso modo in cui fanno bene il salame, la mortadella, tutti i vari tipi di carne, il burro e la cioccolata: a patto che (e questo è il concetto importante, di difficile comprensione per molti) se ne assumano quantità modiche.

La morale della storia è che quando i pregiudizi (o, peggio ancora, le idee politiche) si mescolano con la scienza il risultato è sempre un cacciucco di coglionerie.

Poscritto: l’odio nei confronti dell’olio di palma è una moda e in quanto tale è destinato, prima o poi, a cadere nel dimenticatoio e nell’oblio, con buona pace dei salutisti e ambientalisti integralisti.

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