L’ultima Castroneria di Obama. Ma nessuno grida allo scandalo

guido2di Guido Silicani

In questi ultimi giorni di mandato il Presidente degli Stati Uniti uscente Barack Obama sta facendo tutto ciò che è nei suoi poteri per limitare il raggio d’azione del suo successore Donald Trump, che si insedierà venerdì prossimo. E ciò, seppur discutibile, è legittimo: d’altronde nemmeno il tycoon twittarolo sta rispettando la sobrietà e l’imparzialità che di solito è propria del presidente e di quello eletto durante il periodo di transizione.

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Ma l’ultima decisione presa da Obama ha davvero dell’incredibile: è stato abolito il wet foot, dry foot, la norma che permetteva agli esuli cubani di ottenere la residenza legale negli Stati Uniti. La regola, istituita da Bill Clinton nel 1995, garantiva infatti a coloro che raggiungevano la frontiera via terra di fermarsi legalmente nel Paese e di ottenere la residenza dopo un anno. Da oggi invece i migranti cubani verranno trattati come tutti gli altri, coloro che proveranno a fuggire dal regime verso la “terra delle opportunità” verranno espulsi e il governo dell’Avana si è già reso disponibile per il rimpatrio dei propri cittadini.

Così Obama ha deciso di fare un grande regalo a Raùl Castro, che da tempo richiedeva tale atto, e di chiudere le porte in faccia ai molti migranti cubani: basta pensare che soltanto negli ultimi due anni 106mila persone sono riuscite a fuggire dal regime castrista e a trovare rifugio negli Stati Uniti grazie al wet foot, dry foot. Il sindaco di Miami Tomas Pedro Regalado, un esule cubano, ha dichiarato che “questo è solo il regalo di addio di Obama a Castro“. E noi sottoscriviamo in tutto e per tutto queste parole. Infatti, come abbiamo raccontato su questo blog, Cuba vive tuttora in condizioni precarie di libertà. Nemmeno dopo la morte di Fidel è cambiato un bel niente nell’arcipelago caraibico.

Ci aspettavamo che dopo questa scellerata mossa i giornaloni di tutto il mondo scrivessero peste e corna di Obama. E invece, contro ogni previsione, nessuno si è azzardato a dargli dello xenofobo, del fascista, arrogante e populista. Strano, davvero strano.

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