Venezuela e Cuba, due paesi senza libertà

Coloro che speravano che con la la morte di Fidel Castro Cuba avrebbe potuto fare dei passi in avanti per quanto riguarda la libertà purtroppo si sbagliavano di grosso. Infatti dopo la dipartita del Lìder Màximo, elogiato assieme al fratello da mezzo mondo, non è cambiato un bel niente.

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Nonostante qualche timida apertura alla libertà di commercio e di movimento, vi è ancora un quasi totale controllo della politica. La libertà di associazione, espressione, assemblea e manifestazione non esiste. Cuba è ancora la patria del partito unico, in cui ogni minimo discostamento dalla verità fornita dallo Stato è severamente vietato. Perfino distribuire in pubblico la Dichiarazione Universale dei diritti del’uomo è proibito!

In Venezuela vi è una situazione simile a quella cubana: anche qui il socialismo ha prodotto dei danni rovinosi per la popolazione. Uno stato tra i più ricchi dell’America latina che dopo diciotto anni di scellerate politiche chaviste è stato ridotto in miseria. Inoltre il governo di Nicolàs Maduro si sta sempre di più trasformando in un regime.

Gran parte dei venezuelani vorrebbe cacciare a pedate il presidente bolivariano, ma non possono: da oltre un anno l’opposizione – che ha la maggioranza in parlamento – ha richiesto il referendum, previsto nella Costituzione, per destituirlo: finora non gli è stato concesso. Il Paese è afflitto dalla povertà, l’economia tracolla: lo Stato ha deciso di nazionalizzare ed espropriare centinaia di aziende e fabbriche che un tempo andavano bene e adesso rischiano il fallimento. Trovare i comuni generi alimentari è un’impresa ardua, gli scaffali dei supermercati sono spesso vuoti. Uno dei prodotti più ricercati è la carta igienica: ve n’è pochissima e chi ce l’ha può quindi ritenersi fortunato. Ma ecco l’ultima – vergognosa – invenzione di Maduro: il “Carnet de la Patria“(tradotto: Patente della Patria), una tessera alimentare che verrà consegnata a 15 milioni di venezuelani (metà della popolazione) che senza gli esigui sussidi statali morirebbero di fame. L’obbiettivo di tale escamotage è lo stesso che spinse Benito Mussolini a distribuire le tessere annonarie durante la guerra: razionare il cibo e i generi di prima necessità.

Non ci stancheremo mai di ripeterlo: finchè ai cittadini di questi due paesi non sarà concessa la libertà politica e di commercio, essi non troveranno pace e ricchezza ma continueranno ad essere oppressi e poveri. Ci auguriamo che prima o poi i venezuelani e i cubani possano ritrovare la loro libertà. Resistete.

Guido Silicani

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