FACEBOOK: LA CENSURA È PERICOLOSA

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In questo periodo storico vanno assai di moda i luoghi comuni e il politicamente corretto (chi non lo rispetta è un frustrato e un ignorante). Ma un’altra cosa che al giorno d’oggi ha un grande numero di estimatori e di divulgatori sono le bufale su internet. Ce ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti: gli attacchi dell’11 settembre sono finti, gli ufo sono tra noi, le cause farmaceutiche sono delle grandi lobby che complottano contro la salute dei cittadini, i vaccini non prevengono le malattie ma le causano, il terrorismo islamista in realtà è causato dai servizi segreti occidentali per spartirsi i barili di petrolio…..eccetera. Un altro problema che affligge il web è senza dubbio quello degli insulti: alcuni personaggi che sono in vista sui social network vengono infamati nei modi più disparati. Molti opinionisti e politici pensano che la soluzione a questi due problemi – le bufale e gli insulti via web – sia la censura, il divieto. Il presidente della Camera Laura Boldrini sostiene che Facebook debba farsi carico di questo problema e risolverlo, bloccando severamente gli utenti che non rispettano le regole della convivenza civile internettiana. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha dichiarato: “Se su una bacheca vengono condivisi messaggi d’odio, o propaganda xenofoba, è necessario che se ne assuma le responsabilità non solo chi ha pubblicato il messaggio ma anche chi ha permesso a quel messaggio di essere letto potenzialmente in tutto il mondo“. Anche il ministro della Giustizia tedesco, Heiko Maas, la pensa allo stesso modo. Certamente, per chi ci crede, le bufale sono dannose poichè dipingono una visione distorta e paradossale della realtà in cui viviamo. Ma siamo sicuri che la censura sia la soluzione? Io sono sicuro che se un complottista venisse censurato diventerebbe di colpo popolare e le proprie tesi aumenterebbero di gran lunga il consenso. Sarebbe un boomerang insomma. Anche gli insulti su internet sono un problema: ma per risolverli non occorre inventare nuove norme o creare un Grande Fratello che dia l’imprimatur a ciò che si scrive su internet: basta utilizzare le leggi già esistenti in materia. Anche in questo caso la censura automatica sarebbe dannosa. In generale calpestare il diritto di parola è sempre pericoloso, non vi è mai un buon motivo per farlo. Infatti se venisse instaurato un sistema di controllo così severo dei post scritti su Facebook e sugli altri social network, come sognano Orlando e la Boldrini, c’è il rischio che tale sistema venga usato anche per scopi politici. Il passo dalla censura delle bufale a quella delle opinioni è breve. E’ meglio allontanare il rischio della formazione della polizia del pensiero e di altri strumenti totalitari simili. Sono cose che appartengono al passato, non al presente.

Guido Silicani

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