ED È SUBITO SANGUE

berlino

Lasciamo nella penna le parole di indignazione, di deprecazione e di pietà: sono sottintese. E veniamo senz’altro al dunque. Ieri notte un camion si è schiantato in un affollato mercatino di Natale a Berlino vicino alla Chiesa del Ricordo nel quartiere di Charlottenburg, nel centro della parte Ovest della città. Sono morte dodici persone e ci sono diversi feriti, alcuni di questi gravi. Possiamo affermare, con buona probabilità, che si è trattato di un attentato terroristico islamico. L’Isis lo avrebbe infatti già rivendicato. E’ stato fermato un sospettato, un pakistano richiedente asilo di 23 anni, anche se in questi momenti la polizia tedesca ha affermato di aver preso l’uomo sbagliato. Il problema è che in Occidente ci stiamo abituando a questi attentati, fanno sempre meno scalpore e stanno diventando parte della nostra vita quotidiana. Probabilmente facciamo finta di niente poiché non sappiamo che pesci prendere – noi compresi -, non abbiamo soluzioni a questo dramma. Chi dice:“cacciamo tutti i musulmani da casa nostra” è un folle o un buffone. Allo stesso modo dobbiamo smetterla di nasconderci dietro un velo d’ipocrisia assai dannoso: alcuni quotidiani italiani sono riusciti a non scrivere nelle prime pagine alcun riferimento alla religione islamica. Purtroppo infatti quello in atto è anche uno scontro di civiltà. Sicuramente niente cambierà finchè non muteranno certe cose nelle comunità musulmane europee: devono allontanare a pedate gli estremisti e i fanatici. Solo loro – i musulmani – hanno il potere di liberarci del tutto dall’incubo del terrorismo islamico.

Guido Silicani 

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