Fino a prova contraria

virginia-raggiVirginia Raggi

In questi ultimi giorni nel dibattito politico italiano non s’è fatto altro che parlare di due giunte comunali, quella milanese e quella romana, e delle loro beghe giudiziarie. Inizialmente noi di Ributtante ci siamo astenuti dal parlarne per non incappare in giudizi affrettati, ma adesso è venuto il momento di affrontare l’argomento. A Milano il sindaco Beppe Sala  – che era stato commissario di Expo – è stato indagato con le accuse di falso materiale e falso ideologico nell’inchiesta sulla “Piastra dei servizi”, l’appalto più rilevante dell’Esposizione universale per i lavori di preparazione dell’area su cui sono sorti i padiglioni: una vicenda giudiziaria che secondo molti commentatori sarebbe inconsistente. Non appena ha appreso la notizia di essere indagato Sala si è autosospeso, anche se alcuni gli stanno contestando il fatto che l’autosospensione non compaia in nessuna norma. Il gesto di Sala potrebbe essere considerato da alcuni, in un primo momento, nobile. A noi invece pare un atto comprensibile ma scellerato. Il sindaco dovrebbe rimanere sulla propria poltrona, non vi è alcun motivo concreto per cui dovrebbe rinunciare al dovere, consegnatogli dai milanesi, di amministrare il capoluogo lombardo. Non solo non dovrebbe rinunciare al suo posto per il fatto che secondo molti sta compiendo un discreto lavoro (Milano è una città che funziona molto bene) ma soprattutto per non regalare un ulteriore potere alla Magistratura: quello di scegliere i sindaci delle nostre città con un avviso di garanzia. A Roma invece è stato arrestato Raffaele Marra, il capo del personale del comune capitolino. Il reato per il quale è indagato è quello di corruzione, per fatti antecedenti e che non c’entrano nulla con la giunta dell’attuale sindaco Virginia Raggi. In molti hanno richiesto a gran voce le dimissioni della “bambolina imbambolata“. Anche Beppe Grillo, che aveva sconsigliato fortemente alla Raggi di fidarsi di questo Marra, sotto sotto vorrebbe un passo indietro da parte del sindaco pentastellato. Innanzitutto bisogna appurare se Marra è colpevole o meno: tutti lo danno già per condannato. Addirittura Alessandro Di Battista, uno dei politici più in vista nel Movimento 5 Stelle, ha detto di essere contento per il fatto che sia stato sbattuto in galera un delinquente – contento lui, contenti tutti. Purtroppo in pochi rammentano l’articolo 27 della nostra Costituzione: L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Secondo noi la giovane sindaco – sebbene in questi primi mesi abbia incontrato diverse difficoltà per la sua incapacità nel gestire una città complessa e alla deriva come Roma – non deve in alcuna maniera dimettersi. O meglio, non lo deve fare per le pressioni di Grillo – eletto da nessuno – o delle indagini della Magistratura. Sala e Raggi: rimanete ai vostri posti, governate e non fatevi fottere il mandato che vi hanno conferito i vostri elettori.

Guido Silicani

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