Boschiloni

All’indomani della  vittoria del No al referendum i giornaloni, a mo’ di banderuola, sono diventati tutti d’un colpo antirenziani ed è stato formato in fretta e furia un nuovo esecutivo: il Governo GentiloniQuesto governo avrà come primo obbiettivo l’arduo compito di dare al nostro Paese una legge elettorale che non venga demolita dall’ormai onnipotente Corte Costituzionale (governino direttamente loro!). Chi accusa questo governo di essere una fotocopia di quello precedente non ha tutti torti, tuttavia almeno quello aveva il pregio di avere un qualche elemento indiscutibile di vivacità e di dinamismo nella figura – amata od odiata che sia – del Premier, Matteo Renzi.

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Il neonato governo ha ricevuto la fiducia alla Camera e oggi ha incassato pure quella al Senato – seppur, intendiamoci, con numeri assai risicati. Singolare è stato il comportamento delle opposizioni che, fottendosene di tutto e di tutti, hanno deciso di abbandonare le aule parlamentari in segno di protesta. Ma vediamo qual è la sua composizione: del precedente governo sono stati riconfermati dodici ministri: Madia (Semplificazione e pubblica amministrazione)Costa (Affari regionali)Orlando  (Giustizia), Pinotti  (Difesa), Padoan  (Economia)Calenda (Sviluppo economico), Delrio (Infrastrutture e trasporti), Martina (Politiche agricole), Galletti (Ambiente), Poletti (Lavoro), Franceschini (Beni e attività culturali) Lorenzin (Salute). Ma ci sono anche delle new entry: Valeria Fedeli, ex sindacalista, sarà il nuovo Ministro dell’Istruzione – al posto di Stefania Giannini-, De Vincenti per il Mezzogiorno (perchè esiste?), Minniti all’Interno che sostituisce Angelino Alfano che approda al Ministero degli Esteri – chi non gli riconosce una scaltrezza politica fuori dal comune è un buffone -, Lotti, fedelissimo di Renzi e suo ex Sottosegretario, è il nuovo Ministro dello Sport (perchè esiste?); poi abbiamo la divina Maria Elena Boschi che dopo la disfatta della sua riforma al referendum è stata addirittura promossa come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: questa sua scelta di voler essere a tutti i costi all’interno del nuovo governo – e in posizione di rilievo, oltretutto – sarà quasi sicuramente una sciagura per la sua carriera politica e aumenterà i consensi dei suoi avversari. Non basteranno le cavolate della Raggi a Roma; ha ragione, stavolta, Di Battista: possono mettersi a sedere e guardare i lori voti lievitare. Infine entra a far parte del Governo anche la latinista Anna Finocchiaro (“Usque tandem abutere patientiam nostram”che sarà Ministro per i Rapporti col Parlamento.

Il Governo è questo: è fin troppo facile, come molti stanno facendo, insultarlo ancor prima che abbia cominciato ad essere pienamente in funzione. Non abbiamo, ad esser sinceri, un buon presentimento ma non possiamo che augurargli – nell’interesse di tutti – buona fortuna affinchè possa espletare in breve termini i propri compiti, sperando, come abbiamo ripetuto più volte su questo blog, di poter tornare il prima possibile alle urne. Che Dio ce la mandi buona.

Guido Silicani

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