Leghiamo l’asino dove vuole il padrone

Ieri sono cominciate le consultazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per la formazione del nuovo governo. Oggi sarà invece la volta dei partitelli. I capigruppi dei gruppi più piccoli del Parlamento saranno ascoltati dal Capo di Stato, una perdita di tempo. L’Italia si è divisa in due fazioni: da una parte il partito del votiamo oggi che spinge affinchè si vada al suffragio il prima possibile e dall’altra il partito dell’anche oggi votiamo domani che tenta di ritardare più che può l’incontro con le urne, che per taluni politici potrebbe essere fatale. Renzi appartiene al primo gruppo: vuole andare velocemente al voto per stanare i suoi oppositori. Il problema però è che manca la legge elettorale, o meglio ne abbiamo anche troppe ma inutilizzabili: l’Italicum (un sistema proporzionale a doppio turno con una ingente correzione maggioritaria, valido solo per l’elezione dei membri della Camera dei Deputati) puzza di incostituzionalità ed infatti al momento è al vaglio della Corte Costituzionale che si deciderà soltanto alla fine di gennaio; abbiamo poi il Porcellum (il sistema con cui è stato eletto il Parlamento attualmente in carica) che è stato dichiarato incostituzionale nel 2014 e che è stato di conseguenza accantonato; Infine vi è il Consultellum, la legge elettorale partorita dalla Consulta con la sentenza con la quale ha bandito il Porcellum, che è quasi un proporzionale puro e che attualmente è in vigore per il Senato – per la Camera ci sarebbe l’Italicum che però, come già detto, è sotto inchiesta.

asino

La situazione politica è complessa anche perchè non si capisce quali compiti dovrà assumere il nuovo governo: secondo il partito del votiamo oggi occorre che si occupi di scegliere solamente il metodo con cui andare a votare, l’altro partito invece (quello dell’anche oggi votiamo domani) vorrebbe un governo che duri fino almeno all’autunno  del prossimo anno (ricordiamoci che a metà settembre del ’17 scattano i vitalizi). Il quotidiano Il Foglio ha trovato una soluzione per ritrovare il bandolo della matassa: andare al voto utilizzando il Consultellum sia al Senato che alla Camera. In questo modo verrebbe rispettata la volontà fortemente antimaggioritaria del popolo espressa il 4 dicembre (lega l’asino dove vuole il padrone) e avremmo una legge elettorale a prova di Costituzione (l’ha redatta la stessa Corte Costituzionale!). E non servirebbe neppure un nuovo governo per svolgere questa operazione. Come abbiamo già scritto noi crediamo che si debba andare a votare il prima possibile. Alcuni potrebbero obiettare dicendo che andarci con un proporzionale puro potrebbe essere una sciocchezza e un danno esiziale per il nostro Paese. Potrebbe; tuttavia – come già detto- il Consultellum rispetterebbe, più di qualunque altra legge elettorale, la sacralità della Carta difesa dai cittadini italiani. Ripeto: leghiamo l’asino dove vuole il padrone. E preghiamo.

Guido Silicani

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