AL VOTO!

“L’italiano non dice mai bene di quello che fa il governo, anche se è fatto bene; però non c’è italiano il quale non affiderebbe qualunque cosa al governo e non si lagni perchè il governo non pensa a tutto”

Giuseppe Prezzolini, Codice della vita italiana

Il No ha stravinto. Nessuno forse si sarebbe aspettato una vittoria del fronte del no così schiacciante, eppure questa è la realtà delle cose. Come avevamo previsto alla vigilia del referendum su questo blog, all’indomani del voto non si sono verificati eventi tragici: i mercati hanno retto il colpo e lo spread non ha subito effetti rilevanti. Tuttavia il principale effetto negativo è che abbiamo perso un’altra occasione per cambiare la Costituzione: già dieci anni fa venne respinta la riforma di Berlusconi (che nelle finalità aveva molti punti in comune con quella di Renzi). Ciò vuol dire che molti italiani sono affezionati alla Carta e questa volontà va quindi rispettata. Noi non crediamo che la riforma Costituzionale sia la cosa principale da fare per migliorare il nostro Paese – il problema dell’Italia sono gli italiani oltre che la Costituzione -, però un intervento su di essa è necessario: peccato, se ne riparlerà – forse – tra qualche decennio, magari con una nuova assemblea costituente.

renz-dalema

Matteo Renzi ha fatto troppi errori in campagna elettorale: il primo su tutti, e irrimediabile, l’aver personalizzato il referendum. Pur essendosi reso conto, in ritardo, di aver fatto una castroneria non è riuscito a rimediare, il danno era ormai fatto: milioni di italiani – diligentissimi quando vi è la possibilità di sfanculare un politico –  hanno votato No per spedirlo a casa. E’ stato un referendum prettamente politico e ha decretato che Renzi non ha la maggioranza assoluta dei voti (ma che ne ha comunque molti). E adesso che succede? La situazione è ingarbugliata e le possibiltà sono molteplici: Renzi – con coerenza, va riconosciuto – ha presentato le sue dimissioni a Mattarella ma quest’ultimo le ha congelate: prima il governo deve ratificare la legge di stabilità – che a quanto pare verrà fatta in tempi record -, poi potrà andarsene. Secondo le ultime indiscrezioni il Presidente della Repubblica sarebbe contrario alle elezioni anticipate; mentre il quasi ex Premier vorrebbe andare al voto prima del 2018. E allora gli scenari più accreditati al momento sono due: 1) Renzi rimane sino alla fine di gennaio (quando la Corte Costituzionale si pronuncerà sull’Italicum) e si va ad elezioni a febbraio e 2) Mattarella affida l’incarico di Presidente del Consiglio ad un democratico (il PD ha ancora la maggioranza) e si procede con un nuovo governo che durerà fino a febbraio o addirittura a fine legislatura.

Noi crediamo che adesso occorra fare di tutto per andare a votare il prima possibile anche se probabilmente nessuno otterrà la maggioranza per fare un governo – questo dipenderà dalla legge elettorale con cui si andrà al voto. Votiamo e vediamo chi vince, ammesso che un vincitore potrà mai esserci. Se non si riuscirà a fare un governo a chi daremo poi la colpa delle nostre sventure? Al Papa, speriamo.

GUIDO SILICANI

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