UN VOTO CHE PUÒ FAR MALE…ALLA DIGESTIONE?

“Al Referendum votate con la pancia, non con la testa!”; un’interessante affermazione che ha caratterizzato in questi giorni molte delle testate giornalistiche italiane, ma ancor prima le strade romane che domenica scorsa hanno visto sfilare i sostenitori del NO guidati da Grillo. Un’affermazione che avrei visto meglio esternata dal Gabibbo più che da un leader politico e che stento tutt’ora a comprendere. Un’affermazione che però in ogni caso fa pensare: tra un Salvini che avendo probabilmente perso l’orientamento si ritrova a bussare alle porte di Putin, un D’Alema che promette di fare in 6 mesi ciò che non è stato capace di realizzare in 20 anni di politica e un Berlusconi che cerca nella vittoria del fronte anti-renziano un pretesto per scendere nuovamente in politica, ci viene anche detto che per questo referendum non è importante votare col cervello!

Scusate gente, ma io non sono d’accordo; e come me non lo sono i milioni di italiani che oramai da mesi si interessano, studiano, discutono, si confrontano, sul merito di questa Riforma Costituzionale. E non è importante parlare del merito solo per rispetto nei confronti di questi ultimi, ma nel rispetto di tutti i cittadini italiani che Domenica 4 Dicembre dovranno votare alle urne per scegliere se cambiare il nostro Paese.

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Questo è il quesito referendario che ci troveremo davanti e, mettendo da parte le nostre simpatie politiche, esclusivamente su questo saremo chiamati a votare.

1- Un Parlamento che si trasforma nei numeri e nelle funzioni: da 320 a 100 Senatori scelti tra i Consiglieri Regionali e i Sindaci delle regioni. Tali Consiglieri Regionali e Sindaci non riceveranno uno stipendio ulteriore per la nomina di Senatori portando in questo modo un risparmio di 50 milioni di euro e una riduzione dell’indennità ai deputati (Camera + Senato) da 950 a 730.

2- La riduzione dei membri del Parlamento ha senso nell’ottica di una modifica delle sue funzioni; i nuovi Senatori formeranno un nuovo ente statale (detto Consiglio delle Regioni) che si occuperà di regolare diverse questioni di ambito regionale tra cui sanità, trasporti, grandi opere edili e molto altro, come viene spiegato nell’articolo 70 che nella sua lunghezza affronta tutti i punti del merito.

3- Il superamento del Bicameralismo Paritario avviene quindi per il semplice fatto che nonostante rimangano Camera e Senato, avranno compiti differenti in quanto solo la prima sarà titolare del rapporto di fiducia con il Governo con funzione legislativa e di controllo del suo operato.

In questo modo si dice superato il così detto ping pong per tutte quelle leggi che oggi vediamo “rimbalzare” fra due organi che possiedono pressochè gli stessi poteri.

4- Oltre ad aggiungere Referendum popolari propositivi e d’indirizzo, questa riforma alza il numero minimo di firme necessarie per richiedere un Referendum abrogativo, ma ne abbassa il quorum evitando il ripetersi della “situazione Trivelle”.

5- Lo Stato risparmierà nel complesso 500 milioni tra nuovo Senato, CNEL, regioni e provincie

Stiamo per attraversare un momento storico importante, in cui ci viene data la possibilità di cambiare le regole del gioco, di dare una nuova opportunità all’Italia e alla sua politica.

Io il 4 Dicembre voterò SÌ non per adesione verso un partito o spinto da una simpatia; io il 4 Dicembre voterò SÌ perchè vedo in questa riforma un’occasione di riscatto e la risposta a un bisogno di crescita che il nostro Paese sente ormai da troppo tempo.

Non lasciamoci attrarre da facili slogan; votiamo informati, votiamo con la testa!

Il testo integrale della Riforma Costituzionale: http://documenti.camera.it/leg17/dossier/pdf/ac0500n.pdf

LORENZO BUCCHIONI

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