L’ENNESIMO MANIFESTO DEI RADICAL CHIC

guido2di Guido Silicani

“Come la Brexit, la vittoria di Donald Trump ancora una volta ci ha colto di sorpresa”. Comincia in questo modo l’appello (che potete leggere qui) lanciato da alcuni intellettuali e politici europei (i primi promotori sono Roberto Saviano, Guillaume Klossa, Sandro Gozi, Daniel Cohn-Bendit, Felipe Gonzalez, Robert Menasse, David Van Reybrouck, Guy Verhofstadt, Wim Wenders) per fermare i populisti pubblicato su repubblica.it.

saviano Roberto Saviano

E già dalla prima riga ci si potrebbe chiedere – giustamente – quale utilità possa avere un manifesto promosso da personalità di spicco nel mondo culturale europeo che per due volte nell’arco di breve tempo si illudono prima del voto, credendo di avere capito come andranno le cose, e poi si “sorprendono” – tradotto: inorridiscono – per i risultati. Ma è anche vero che è sbagliato giudicare basandosi esclusivamente sulle apparenze, forse propongono idee nuove e innovative per risollevare l’Europa. Purtroppo no: è ancora una volta la solita minestra riscaldata di vecchie idee. Innanzitutto è insopportabile la supponenza con la quale questi maestri vogliono guidarci, istruendoci, verso la strada che conduce al bene, che solo loro conoscono: dopo non aver capito niente pretendono di spiegarci tutto. Secondo Saviano e compagni le ragioni per cui hanno prevalso sia la Brexit che Trump sono identiche:  “aumento delle disuguaglianze, ascensore sociale bloccato, paura della perdita di identità moltiplicata (sic) per la paura dell’immigrazione di massa, abbandono della questione sociale, sistema educativo e culturale carente, diffidenza verso élite ossessionate per i propri interessi personali e verso istituzioni pubbliche percepite come costose e inefficaci.” Alcune di queste motivazioni potrebbero anche avere un qualche fondamento, tuttavia sembrano derivare da un’ideologia, da un teorema (rigorosamente non dimostrato) piuttosto che da un ragionamento critico. E quali sarebbero le soluzioni per risolvere il dramma che sta vivendo l’Europa? Le solite: ridurre concretamente – tramite sussidi pubblici – le disuguaglianze, stimolare la crescita – con un massiccio intervento pubblico nell’economia –  e “rimettere istruzione e cultura al centro dell’Ue” (quest’ultimo concetto non abbiamo capito bene cosa significhi). Noi non sappiamo quale sia la soluzione al populismo. Ma sappiamo che questi continui appelli, insegnamenti e manifestazioni radical chic non servono a un bel niente. Anzi, fanno venire voglia di sostenere Trump…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...